Archivio per Maggio 2010

Anche a Trieste come nel resto d’Italia il Comitato primo marzo è sceso in piazza con gli immigrati e ha partecipato al corteo dei lavoratori per il primo maggio. Dopo il riuscito sciopero del primo marzo varie iniziative si sono susseguite, in particolar modo quelle relative alla sanatoria dei lavoratori irregolari che in alcuni casi si è rivelata un’autentica truffa ai danni dei lavoratori e dei loro datori di lavoro.

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Un gruppo composto da una quarantina di persone e guidato da Luisa Morgantini ha visitato i luoghi simbolo della Palestina e alcune località israeliane dove forte è la componente araba. Importante soprattutto la partecipazione alla conferenza internazionale di Bilin dal 21 al 23 aprile.

Report della settimana

20 aprile

Visita e incontro alla sede dell’ONU a Gerusalemme, dove un funzionario ha illustrato la divisione dei territori occupati e la situazione odierna del muro che li divide dal territorio israeliano.
Dopo l’incontro visita del sito a Gerusalemme est dove sono state demolite alcune case palestinesi per fa posto ad un insediamento di coloni israeliani. Accanto a questo sito resiste ancora una casa che è stata occupata dai coloni, mentre i suoi legittimi proprietari sono costretti a vivere in una tenda nel cortile della casa. A seguire visita al centro storico di Gerusalemme.

21 aprile

Conferenza internazionale di Bilin, villaggio al centro dell’attenzione per via delle manifestazioni contro il muro che si svolgono regolarmente da cinque anni a questa parte. Questa quinta conferenza organizzata dal locale Comitato Popolare ha portato a Bilin attivisti da tutto il mondo e ha visto la partecipazione di rappresentanti dell’autorità palestinese e di organizzazioni palestinesi, israeliane e internazionali. Questa quinta conferenza era dedicata alla memoria di Bassem, un ragazzo palestinese di Bilin ucciso un anno fa dai militari israeliani durante una manifestazione contro il muro.

22 aprile

Mentre il resto del gruppo si è recato nella Valle del Giordano io insieme a Luisa abbiamo partecipato ai lavori della conferenza che ha visto lo svolgimento di tre workshop su tre temi fondamentali:

- Il network internazionale
- Gli aspetti giuridici della lotta contro il muro
- La campagna di boicottaggio BDS

Vedi www.internationalpopularstruggle.org

La seconda parte della giornata ha visto i partecipanti dividersi in tre gruppi che si sono recati nelle seguenti località:

- Gerusalemme
- Betlemme
- Valle del Giordano

Io ero nel gruppo di Betlemme, dove negli ultimi tempi fervono i lavori per la costruzione del muro, soprattutto nelle località di Al Walaja e Beit Jala e dove si svolgono azioni dirette non violente da parte di attivisti internazionali insieme ai palestinesi. In questa occasione il nostro gruppo composto da una ventina di persone si è diretto verso una casa alla periferia di Betlemme dove le ruspe hanno spianato il cortile per preparare le fondamenta del muro. A poche centinaia di metri dalla casa il gruppo è stato bloccato dai militari israeliani che hanno sbarrato la strada con del filo spinato. Dopo circa quattro ore di faccia a faccia con i soldati è arrivato l’ordine di sgomberare e il gruppo si è dovuto allontanare.

23 aprile

Giornata conclusiva della conferenza di Bilin con le relazioni dei singoli gruppi che hanno svolto i workshop. Le conclusioni sono state fatte da Luisa Morgantini che aveva anche aperto i lavori.
Dopo la conferenza si è svolta la manifestazione unitaria contro il recinto nei pressi di Bilin che ha visto la partecipazione di circa 500 persone. Durante la manifestazione i dimostranti sono stati attaccati dai militari con gas lacrimogeni e bombe stordenti. Dopo mezz’ora di ripetuti attacchi i manifestanti sono stati costretti a ritirarsi. Alla fine un ferito grave tra i manifestanti, un ragazzo israeliano che è stato colpito alla testa da un candelotto lacrimogeno, e vari intossicati.
Nel pomeriggio si è svolta a Gerusalemme un’altra manifestazione nel sito che il gruppo aveva visitato il primo giorno e che ha visto la partecipazione di circa 300 persone, per lo più attivisti israeliani, che protestavano contro gli insediamenti dei coloni e la demolizione delle case palestinesi.

24 aprile

Visita a Nablus. Prima tappa campo profughi di Balata alla periferia di Nablus, dove vivono 25.000 persone. Incontro con i responsabili del campo che hanno illustrato la situazione. Secondo incontro con l’Associazione HSA (Human Supporters Association) che opera all’interno del campo a favore soprattutto dei bambini e delle donne, nonché delle famiglie delle vittime della seconda Intifada. Ci sono vari progetti in collaborazione con il CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud) come ad esempio la creazione di una rivista in arabo e inglese (Our Voice, Youth Magazine) e un campo estivo a cui partecipano 400 ragazzi e nel corso del quale vengono svolte attività di danza popolare, teatro e musica (vedi www.humansupporters.org e www.cissong.org). A seguire visita del centro storico di Nablus.
In serata un incontro a Gerusalemme con due rappresentanti del Parents Circle, un’associazione dei parenti delle vittime del conflitto e a cui aderiscono circa 700 famiglie sia palestinesi che israeliane.

25 aprile

Visita a Haifa. Prima tappa nel villaggio palestinese di Jisl Zarqa (Ponte Blu) posto sul mare in una splendida cornice. Seconda tappa a Haifa nel Centro Culturale Mossawa, dove abbiamo incontrato Jafar Farah direttore del centro. Il Centro Mossawa è in primo luogo un centro studi che dispone di spazi espositivi ed è un luogo d’incontro tra arabi ed ebrei. Il centro elabora anche progetti di carattere economico e analisi sugli aspetti discriminatori delle leggi vigenti in Israele.
In serata visita della città di Jaffa. Durante la cena conviviale incontro con alcuni membri dell’Associazione Combattenti per la Pace composta sia da israeliani che da palestinesi impegnati in iniziative di pace volte al dialogo tra le due parti.
Nella stessa giornata si sono svolte manifestazioni a Silwan nei pressi di Gerusalemme contro una marcia dei coloni e a Betlemme contro la demolizione delle case.

26 aprile

Visita a Hebron. Prima tappa al Rehabilitation Committee fondato nel 1996 e che si occupa della ristrutturazione delle case palestinesi nel centro storico della città, le cui origini risalgono addirittura a 5.500 anni fa. La città che conta più di 220.000 abitanti vive una situazione particolare in quanto nel suo centro si sono insediati circa 400 coloni che di fatto hanno creato una divisione nel cuore della città. Il centro storico è sotto controllo militare israeliano e ben 1500 militari vengono impiegati per dividere i residenti palestinesi dai coloni. Dal 1996 ad oggi il Comitato ha ristrutturato 900 case (vedi www.hebronrc.org). A seguire visita del centro storico di Hebron.
Nel pomeriggio visita al Centro Antiviolenza sulle donne di Mehwar a Beit Sahour nei pressi di Betlemme. Questo centro unico nel suo genere è finanziato dal Governo italiano.
A seguire visita a Betlemme nella zona dove è stato eretto il muro.

Conclusioni

Per concludere un mio pensiero che riassume un po’ questa esperienza che sicuramente avrà un seguito almeno per quanto mi riguarda. A distanza di otto anni quando sono stato per la prima volta in Palestina durante la seconda Intifada, la situazione è peggiorata notevolmente. Proprio nel 2002 è iniziata la costruzione del muro che non è ancora finita e negli ultimi anni gli insediamenti dei coloni sono aumentati a dismisura occupando illegittimamente vaste aree dei territori palestinesi. Questo purtroppo è un dato negativo. Resta sempre la speranza e la volontà di cambiare le cose, come si è visto nel caso di Bilin, dove da cinque anni la popolazione manifesta contro il muro e che è diventata un simbolo della lotta popolare e della resistenza non violenta. Inoltre sempre più israeliani, ancora una minoranza però, prendono le parti dei palestinesi perché hanno capito che il loro futuro è inscindibile da quello dei loro fratelli palestinesi.

Edvino Ugolini
Rete Artisti contro le guerre

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