Archivio per la Categoria “Poesia”


Il 21 marzo si celebra la giornata mondiale della poesia. Dagli angoli più reconditi del pianeta sale il messaggio della poesia come linguaggio universale di fratellanza e di pace tra tutti gli umani.

Se solo per un giorno l’uomo potesse smettere di pianificare
se solo per un giorno l’uomo potesse guardare dentro di sè
se solo per un giorno l’amore potesse irrigare le terre intrise d’odio
se solo per un giorno tutti i muri potessero crollare
se solo per un unico giorno

Comments Nessun Commento »

Quando verrà il momento

Nella follia

Catturerò il firmamento e lambirò le nubi

Prenderò in prestito la bufera

Lasciandomi alle spalle le lacrime zampillanti

Lacrime zampillanti

E me ne andrò.

Non inseguirò l’equilibrio

Non soffocherò le grida

Danzerò sull’acqua

Dirigendomi verso l’altra sponda

Libera

O schiava

Non importa!

Guaderò il fiume.

Quando verrà il momento

farfalla notturna

Deporrò la dolcezza che ormai mi ha annoiata

Deporrò l’abito imbizzarrito invano

E darò fuoco al passato

Per ritornare liscia come la terra vista da lontano

E girare da sola

Intorno alla luna.

Riderò e le mie risate non saranno tristi

Non volerò, camminerò

Accarezzerò la strada

Converserò tutta la notte con il selciato

Farò sgorgare la poesia dalle pietruzze

Il cielo piangerà e non mi preoccuperò

Il vento consumerà il mio cuore ustionato dall’amore.

Il commiato diventerà una cintura

Che cinge la mia rivoluzione

Stringerò tra le braccia la distanza, gli uccelli notturni, i tremanti vasi di fiori

Tutto quel che bevo lo riverserò sui miei difetti

Accoglierò nel mio sangue

una rosa che non ha ancora trovato il terreno in cui sbocciare.

Quando verrà il momento

alba senza rugiada

mi mostrerò con il viso rabbuiato

e seppellirò i miei visi sereni

abitata dalla tenacia sarò

intrisa come il pane del tempo

noncurante delle briciole

diffonderò l’ombra luminosa sul mio essere

che farò gocciolare come il dolce miele

punto dopo punto

bacio dopo bacio

affinché si spenga sulla superficie del fiume

quella donna che ho serbato in me.

Joumana Haddad

Comments Nessun Commento »

PRESENTAZIONE
DEL LIBRO
“Poesie sparse”
di Edvino Ugolini

Caffè
San Marco

sabato 13 giugno
ore 18.00

via Cesare Battisti n.18

Trieste

Comments Nessun Commento »

Nella tre giorni di Creativa 2009, di cui ricorreva il decennale, si sono esibiti diversi artisti informali provenienti da tutta Italia e che ogni anno si ritrovano a Rignano sull’Arno per dare vita a questo evento organizzato da Franco Focardi. Oltre alle performances di vari artisti, ci sono state le letture dei poeti Paolo Ragni e Edvino Ugolini, che ha presentato nell’occasione il suo ultimo libro Poesie Sparse.

Edvino Ugolini

Comments Nessun Commento »

Il poeta americano Jack Hirschman in tournee in Italia ha fatto un reading anche a Trieste nell’ex OPP nell’ambito della rassegna poetica Poetico Parco. Jack Hirschman è stato già altre volte ospite a Trieste della Rete Artisti e dell’amico e poeta Edvino Ugolini, di cui ha tradotto in inglese una sua raccolta.

Edvino Ugolini

Comments Nessun Commento »

NIENTEGUERRE
POESIA CONTRO OGNI VIOLENZA
VIII EDIZIONE – 2009

Le edizioni del Foglio Clandestino selezionano testi poetici per la realizzazione di una raccolta di poesie sul tema NIENTEGUERRE – Poesia contro ogni violenza. Il comitato di lettura selezionerà per la pubblicazione i testi migliori.
L’adesione è libera; le partecipanti e i partecipanti possono inviare
da 1 a 3 poesie in due copie, per un massimo di 30 versi ciascuna (per l’invio tramite e-mail è sufficiente un’unica copia).
A parte, o in calce ai testi inviati, si dovranno indicare: nome e
cognome dell’autore, un recapito postale e l’e-mail.
Non è richiesta alcuna quota di partecipazione o tassa di lettura.
È gradito un contributo libero per la copertura delle spese di
realizzazione e invio a tutti i partecipanti del volumetto che verrà
stampato per l’occasione. Se il materiale non sarà sufficiente per una pubblicazione autonoma, i testi più interessanti verranno pubblicati sull’aperiodico Il Foglio Clandestino.

Per i contributi usare il conto bancoposta n. 37 47 62 07 con IBAN
IT43 J076 0101 6000 0003 7476 207 intestato a Gilberto Gavioli.

I testi devono pervenire entro il 31 luglio 2009 ed essere inviati,
con rif. Nienteguerre, a:

 Casella Postale n. 67 – 20099 Sesto San Giovanni (Mi)
 Indirizzo mail: poesia@edizionidelfoglioclandestino.it

edizioni del Foglio Clandestino
www.ilfoglioclandestino.it
www.edizionidelfoglioclandestino.it

Comments Nessun Commento »

Premio online “Poesia sociale e della pace”

indetto da Autori Online - Community dei creatori d’arte e cultura

con la collaborazione di Poeta Online e delle Edizioni Artescrittura

BANDO DI CONCORSO

1. Il Premio letterario online “Poesia sociale e della pace” è indetto da Autori Online - Community dei creatori d’arte e cultura con la collaborazione di Poeta Online e delle Edizioni Artescrittura.

2. Il Premio è dedicato alle poesie in lingua italiana liberamente ispirate ai temi della solidarietà, della fratellanza e della pace, per attestare la sensibilità dei creatori d’arte e cultura nei confronti di questi valori ineludibili dello spirito umano.

3. Ogni autore potrà concorrere con un massimo di cinque poesie inedite, di non più di trenta versi ciascuna. La partecipazione al Premio è a titolo gratuito.

4. Le poesie dovranno essere spedite per posta elettronica, entro il 28 febbraio 2009, all’indirizzo e-mail

(l’invio potrà essere effettuato esclusivamente via e-mail allegando le opere in formato elettronico).

5. Alle opere in concorso dovranno essere allegati i dati identificativi dell’autore: nome, indirizzo e numero di telefono. Le opere prive di tali dati saranno escluse dal concorso.

6. La Giuria è composta da: Giancarlo Bruschini (autore multimediale), Deborah D’Agostino (poeta e promotrice culturale), Massimo Nardi (giornalista), Massimo Pacetti (scrittore e consulente di comunicazione), Plinio Perilli (poeta e critico letterario), Bianca Maria Simeoni (giornalista e poeta), Raimondo Venturiello (scrittore e critico letterario).

7. Tutti i poeti ritenuti meritevoli dalla Giuria saranno pubblicati gratuitamente in un libro antologico intitolato “Poesia sociale e della pace”, nell’ambito della collana Antologie della Community delle Edizioni Artescrittura. Il libro verrà realizzato sia nella versione su carta che in formato elettronico, e quest’ultimo sarà distribuito via email ad un vasto indirizzario mirato: poeti, critici, giornalisti, scrittori, editori, università, scuole, biblioteche, istituti di cultura, ecc.

8. L’operato della Giuria è insindacabile. La partecipazione al Premio indica di per se stessa l’accettazione delle norme che lo regolano, inclusa la preventiva autorizzazione alla pubblicazione delle opere in concorso nel libro antologico di cui all’art. 7 (rimanendo i diritti di proprietà intellettuale in capo all’autore). Il trattamento dei dati personali sarà effettuato nel rispetto del D.Lgs. 196/03.

Comments Nessun Commento »

Vi segnalo che nel mese di maggio sarà di nuovo in tour in Italia il grande poeta americano *Jack Hirschman*.
Hirschman è una delle voci più alte della poesia e della controcultura americana.

Potete trovare scheda biografica ed altro in:
http://www.casadellapoesia.org/biografia/10/1/jack-hirschman

Comments Nessun Commento »

Stato d’assedio

Qui, sui pendii delle colline, dinanzi al crepuscolo e alla legge del tempo
Vicino ai giardini dalle ombre spezzate,
Facciamo come fanno i prigionieri,
Facciamo come fanno i disoccupati:
Coltiviamo la speranza.

Un paese che si prepara all’alba. Diventiamo meno intelligenti
Perché spiamo l’ora della vittoria:
Non c’è notte nella nostra notte illuminata
Da una pioggia di bombe.
I nostri nemici vegliano,
I nostri nemici accendono per noi la luce
Nell’oscurità dei sotterranei.

Qui, nessun “io”.
Qui, Adamo si ricorda che la sua argilla
È fatto di polvere.

In punto di morte, dice:
Non posso più smarrire il sentiero:
Libero sono a un passo dalla mia libertà.
Il mio futuro è nella mia mano.
Ben presto penetrerò nella mia vita,
Nascerò libero, senza madre né padre,
E mi sceglierò un nome di lettere d’azzurro…

Qui, fra spirali di fumo, sui gradini di casa,
Non c’è tempo per il tempo.
Come chi s’innalza verso Dio,
Dimentichiamo il dolore.

Nulla qui riecheggia Omero.
I miti bussano alla nostra porta, se vogliono.
Nulla riecheggia Omero. Qui, un generale
Scava alla ricerca di uno stato addormentato
Sotto le rovine di una Troia che verrà.

Voi, ritti in piedi sulla soglia, entrate,
Bevete con noi il caffè arabo.
Sentirete che siete uomini come noi.

Voi, ritti in piedi sulla soglia delle case,
Uscite dalla nostra alba.
Ci sentiremo sicuri di essere
Uomini come voi!

Quando gli aerei scompaiono, spiccano il volo le colombe
Bianchissime, lavano la gota del cielo
Con ali libere, riprendono il bagliore e il possesso
Dell’etere e del gioco. In alto, ancora più in alto volano via
Le colombe bianchissime. Ah, se il cielo
Fosse vero… (mi ha detto un uomo correndo fra due bombe).

I cipressi, dietro i soldati, minareti che s’innalzano
Per non far crollare il cielo. Dietro la siepe di ferro
Pisciano i soldati – al riparo di un tank –
E la giornata autunnale conclude la sua traiettoria dorata
In una strada vasta come una chiesa dopo la messa domenicale…

(A un assassino) Se avessi contemplato il volto della vittima
E riflettuto, ti saresti ricordato di tua madre nella camera
A gas, avresti buttato via le ragioni del fucile
E avresti cambiato idea: non è così che si ritrova un’identità.

L’assedio è attesa,
Attesa su una scala inclinata
Dove più infuria l’uragano.

Soli, siamo soli a bere l’amaro calice,
Se non fosse per le visite dell’arcobaleno.

Abbiamo dei fratelli dietro quella spianata,
Fratelli buoni, che ci amano. Ci guardano e piangono.
Poi si dicono in segreto:
“Ah! Se quest’assedio venisse dichiarato…”
Lasciano la frase incompiuta:
“Non lasciateci soli, non abbandonateci”.

Le nostre perdite: da due a otto martiri, giorno dopo giorno.
E dieci feriti.
E venti case.
E cinquanta ulivi…
Aggiungeteci la perdita intrinseca
Che sarà il poema, l’opera teatrale, la tela incompiuta.

Una donna ha detto alla nube: copri il mio amato
Perché ho le vesti grondanti del suo sangue.

Se non sei pioggia, amor mio
Sii albero
Colmo di fertilità, sii albero
Se non sei albero, amor mio
Sii pietra
Satura d’umidità, sii pietra
Se non sei pietra, amor mio
Sii luna
Nel sogno dell’amata, sii luna
(Così una donna che dava sepoltura al figlio)

O ronde della notte! Non siete stanche
Di spiare la luce nel nostro sale
E l’incandescenza della rosa nella nostra ferita,
Non siete stanche, ronde della notte?

Un lembo di questo infinito assoluto azzurro
Basterebbe
Ad alleviare il fardello di questo tempo
E a spazzare via la melma di questo luogo.

Che l’anima scenda dalla sua cavalcatura
E cammini con passi di seta
Al mio fianco, mano nella mano, come due amici
Di vecchia data che condividono il pane secco
E un bicchiere di vino della vecchia vigna,
Per poter attraversare insieme questa strada.
Poi i nostri giorni seguiranno sentieri diversi:
Io al di là della natura, e lei,
Lei preferirà inerpicarsi su un’altra vetta.

Siamo lontani dal nostro destino come gli uccelli
Che fanno il nido negli anfratti delle statue,
O nella cappa del camino, o nelle tende
Dove riposava il principe andando a caccia.

Sulle mie macerie spunta verde l’ombra,
E il lupo sonnecchia sulla pelle della mia capra.
Sogna come me, come l’angelo,
Che la vita sia qui… non laggiù.

Quando si è assediati, il tempo diventa spazio
Pietrificato nella sua eternità
Quando si è assediati, lo spazio diventa tempo
Che ha fallito il suo ieri e il suo domani.

Questo martire mi assedia ogni volta che vedo spuntare un nuovo giorno
E mi chiede: Dov’eri? Annota sui dizionari
Tutte le parole che mi hai offerto
E libera i dormienti dal ronzio dell’eco.
Il martire mi spiega: Non ho cercato al di là della spianata
Le vergini dell’immortalità, perché amo la vita
Sulla terra, fra i pini e gli alberi di fico,
Ma era inaccessibile, così ho preso la mira
Con l’ultima cosa che mi appartiene: il sangue
Nel corpo dell’azzurro.

Il martire mi avverte: Non credere alle loro storie
Credi a me, padre, quando osservi la mia foto e chiedi piangendo:
Come hai potuto scambiare le nostre vite, figlio mio,
Perché mi hai preceduto? C’ero io, c’ero prima io!

Il martire non mi da tregua: mi sono solo spostato
Con i miei mobili consunti.
Ho posato una gazzella sul mio letto,
E una falce di luna sul mio dito,
Per alleviare la mia pena.
L’assedio continuerà, per convincerci a scegliere
Una schiavitù che non fa male,
In piena libertà!

Resistere significa: accertarsi della forza
Del cuore e dei testicoli, e del tuo male tenace:
Il male della speranza.

In quel che resta dell’alba, cammino verso il mio involucro esterno
In quel che resta della notte, ascolto il rumore dei passi rimbombare al mio interno
Saluto chi come me insegue
L’ebbrezza della luce, lo splendore della farfalla,
Nell’oscurità di questo tunnel.

Saluto chi beve con me dal mio bicchiere
Nelle tenebre di una notte che entrambi ci avvolge:
Saluto il mio spettro.

Per me i miei amici preparano sempre una festa
Da Dio, una sepoltura serena all’ombra delle querce
Un epitaffio inciso nel marmo del tempo
E sempre ai funerali li precedo correndo:
Chi è morto… chi?

La scrittura, un cucciolo che morde il nulla
La scrittura ferisce senza lasciar tracce di sangue.

Le nostre tazze di caffè. Gli uccelli, gli alberi verdi
Nell’ombra azzurrina, il sole che scivola di muro
In muro con balzi di gazzella
L’acqua delle nubi dalla forma illimitata – tutto quel che ci resta.

Il cielo. E altre cose dai ricordi sospesi
Rivelano che questo mattino è potente splendore,
E che noi siamo i convitati dell’eternità.

Mahmoud Darwish

Nato nel 1941 e morto nel 2008, Darwish è autore di circa venti raccolte di poesie (pubblicate dal 1964 a oggi) e sette opere in prosa, di argomento narrativo o saggistico. È considerato tra i maggiori poeti in lingua araba. È stato giornalista e direttore della rivista letteraria “al-Karmel” (Il Carmelo), e dal 1994 era membro del Parlamento dell’Autorità Nazionale Palestinese.

Comments Nessun Commento »

Le lezioni dei bambini di Gaza

A Gaza, bambini,
imparate che il cielo uccide
e che le case fanno male.
Imparate che la coperta è fumo
e che la colazione è polvere.

Imparate che le macchine fanno le capriole
i vestiti diventano rossi
gli amici si trasformano in statue
i panettieri non vendono il pane

Imparate che la sera è un fucile,
che i giocattoli bruciano
che il respiro si può fermare,
potrebbe toccare a voi.

Imparate:
se vi mandano fuoco
non se lo potevano immaginare:
non muore solo il soldato
anche voi e chi gli sta a lato.

Non c’é dove correre,
non c’è dove andare
non vi potete nascondere
in casa a tremare.

Imparate che la morte non è la vita
Che l’aria non è pane.

La terra è per tutti – avete diritto a
non essere morti
La terra è per tutti – avete diritto a
non essere morti
La terra è per tutti – avete il diritto a
non essere morti
La terra è per tutti – avete il diritto a
non essere morti

di Michael Rosen, Poeta Nazionale dell’infanzia per il 2007.
Poesia recitata il 10 gennaio 2009, nel Speakers’ Corner, all’Hyde Park di Londra

Comments Nessun Commento »